In vista del prossimo referendum
VADEMECUM GIUSTIZIA
1. NEL MERITO
Le carriere non hanno nulla a che fare con questa riforma, perché la separazione delle carriere già c’è e se si voleva fare di più, era sufficiente una legge ordinaria che prevedesse due concorsi pubblici distinti. LE CARRIERE SONO GIÀ SEPARATE E NON SERVIVA UNA RIFORMA
COSTITUZIONALE.
Dopo la Cartabia la separazione di fatto c’è già perché ce lo dicono i dati: meno di 40 passaggi l’anno su oltre 9000 magistrati, meno dello zero virgola. I giudici non sono condizionati dai pm perché ce lo dicono i dati: oltre il 40% di assoluzioni in primo grado. LA RIFORMA E’ INUTILE, LA
SEPARAZIONE DI FATTO C’È GIÀ.
La verità è che con questa riforma SI RAFFORZA IL PM E SI INDEBOLISCE IL GIUDICE. Il pm che già coordina la polizia giudiziaria avrà anche un proprio CSM autoreferenziale e si rafforzerà. Non a caso oggi nel CSM siedono 4 pm e 16 giudici proprio per compensare la forza dei primi.
I pm saranno portati a competere fra di loro (competizione inquisitoria) e a saldarsi sempre più con la polizia giudiziaria, trasformandosi in una CASTA con approccio esclusivamente accusatorio e senza più controllo da parte dei giudici (un pm super poliziotto), poiché avranno anche un proprio CSM che li tutelerà (più accusi e indaghi, più sei bravo; e quale sarà il giudice che avrà il coraggio di assolvere l’imputato che il pm vorrà condannare?).
VERO OBIETTIVO DELLA RIFORMA E’ METTERE IL PM SOTTO L’ESECUTIVO, come già avviene in tutti i paesi nei quali c’è la separazione.
Il SORTEGGIO dei magistrati togati che vanno al CSM non serve per eliminare le correnti ma serve per demolire l’organo di alto governo della magistratura che fino ad oggi ha garantito autonomia e indipendenza al singolo magistrato.
Il CSM è un organo collegiale e plurale. Il pluralismo garantisce che le decisioni vengano prese come sintesi di sensibilità diverse e dà autorevolezza all’organo poiché chi vi siede è indicato da una maggioranza di magistrati. IL SORTEGGIATO RISPONDE SOLO A SE STESSO E NON
GARANTISCE AUTOREVOLEZZA E COMPETENZA ORGANIZZATIVA, OLTRE AD ESSERE PIU’ INFLUENZABILE E CONTROLLABILE DALLA POLITICA.
IL SORTEGGIO RAPPRESENTA LA RINUNCIA ALL’ESERCIZIO DELLA DEMOCRAZIA CHE SI BASA SULLA SCELTA RESPONSABILE E NON SULLA SORTE.
2. OLTRE IL MERITO
La riforma ha l’obiettivo di indebolire la magistratura perché la destra al governo, come quella trumpiana e orbaniana non vuole controlli e limiti, vuole i pieni poteri. LA DESTRA VUOLE I PIENI POTERI.
Per questo la destra ha bisogno di demolire il principio costituzionale della separazione dei poteri. LA DESTRA VUOLE LE MANI LIBERE.
Difendiamo la Costituzione perché solo cosi tuteliamo le garanzie di tutti i cittadini eguali davanti alla legge. I CITTADINI NON SARANNO PIU’ UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE.
La riforma non risolve nessuno dei problemi della giustizia (cit. Nordio) (durata dei processi, mancanza di personale, precariato, ..). QUESTA NON E’ LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA.
Questa riforma è il primo tassello per lo smantellamento della Costituzione a cui seguiranno il premierato (e l’autonomia differenziata*). LA DESTRA VUOLE SMANTELLARE LA COSTITUZIONE.
Il vero obiettivo della riforma lo hanno raccontato la presidente del consiglio quando lamenta l’invadenza della magistratura; Nordio quando dice che questa riforma serve alla politica per prendersi spazio e che oggi serve a loro domani potrebbe servire a noi; delmastro che dice che la riforma non basta perché bisogna mettere i pm sotto l’esecutivo; Mantovano quando dice che serve per riequilibrare il potere della politica rispetto alla magistratura. Vero obiettivo è mettere il pm sotto l’esecutivo. LA DESTRA VUOLE SCEGLIERSI I GIUDICI.
Per la prima volta nella storia della Repubblica una riforma costituzionale di questa portata non viene modificata in prima lettura e arriva dal Governo blindata in Parlamento (cit. Nordio).
Non gridiamo al fascismo ma se mettiamo insieme: attacco quotidiano alla magistratura, riforma della Corte dei Conti, decreto sicurezza… siamo di fronte ad un approccio autoritario. DESTRA AUTORITARIA.
A REGIME IL DOPPIO CSM COSTERÀ 72 MILIONI.
3. LA GIUSTIZIA CHE MANCA E DI CUI LA DESTRA NON SI OCCUPA
– Durata processi civili: lo scorso anno i tempi della giustizia civile sono aumentati in primo grado in 62 tribunali su 140. Il numero totale dei fascicoli pendenti è aumentato del 3,5%. Un processo civile in primo grado dura più di 900 giorni e in appello più di 1000.
– Durata processi penali: un processo penale in primo grado dira circa 500 gg e in appello più di 800.
– Carenza organico magistrati: quando questo Governo ha iniziato a governare mancavano 1100 magistrati, oggi ne mancano 1800.
– Carenza organico amministrativo: manca il 40% di personale amministrativo con punte che superano il 50% in alcuni uffici giudiziari. Mancano all’appello 15 unità negli uffici del comparto
giustizia centrale e nel biennio 2025/2026 andranno in pensione altre 4000 persone.
– Stabilizzazione Uffici per il processo: vanno stabilizzati 12 Mila addetti.
– Processo penale telematico: non funziona il sistema delle archiviazioni che viene fatto male e ora si è tornati al manuale cartaceo perché spariscono” i fascicoli che vengono caricati nel sistema.
– Sedi giudiziarie: spesso fatiscenti; ci sono fotografie di fascicoli depositati nei bagni (giudice di pace di Bergamo).
– Organico giudici di pace: devastati ne mancano oltre la metà di quelli previsti in organico ; il giudice di pace di Busto Arsizio ha rinviato l’udienza al 7 luglio 2030.
– Carceri: fatiscenti, basta citare Sollicciano, Canton Mombello ecc.. sovraffollati; senza spazi trattamentali; con detenuti con disagio psichico e psichiatrico e dipendenza che in carcere non dovrebbero stare ecc.. suicidi e atti di autolesionismo.
– PNRR: ricordiamo il decreto recentemente approvato dalla maggioranza contenente misure urgenti in materia di giustizia. Nella sostanza le risorse per la giustizia non sono state spese o sono state spese male e intanto la capo di Gabinetto del ministro si nomina una propria capo segreteria (unico ministero a farlo) con a capo una dirigente che prende come la capo segreteria del ministro e per pagarla si eliminano 6 posizioni dirigenziali.
4. RAGIONI DEL SÌ
Molti dirigenti del pd erano a favore perché hanno sottoscritto la mozione Martina. Non abbiamo mai pensato di toccare la Costituzione e con la riforma Cartabia abbiamo già separato le carriere. Al limite era sufficiente fare una legge ordinaria che prevedesse due concorsi pubblici distinti.
Mai stata più citata una mozione congressuale; pensiamo conti di più il programma elettorale del PD e infatti in quello del 2022 non c’è la separazione delle carriere perché considerata già fatta.
Vassalli voleva la separazione delle carriere Il Prof Vassalli era a favore della separazione ma mai ha voluto toccare la Costituzione modificandola.
Rito accusatorio e sua piena attuazione Il rito accusatorio è stato introdotto con il Codice del 1988, e non comporta necessariamente la separazione delle carriere. Dopo quasi 40 anni il rito accusatorio italiano è un ibrido con cui fare i conti che non richiede più per il suo completamento la separazione.
Terzietà del giudice e parità fra accusa e difesa C’è già e lo dimostrano i numeri. Inoltre dire che accusa e difesa siano sullo stesso piano è una
sciocchezza perché il pm è il procuratore della Repubblica che ricerca la verità, l’avvocato è il procuratore dell’imputato, che lavora per una “verità di parte”.
La separazione c’è in tante democrazie anche europee
Vero, ma in tutti quei paesi, che hanno comunque sistemi giudiziari diversi, il pm è posto sotto l’esecutivo. Alcuni esempi: in Francia è un dipendente del ministero della giustizia e ci sono proposte di legge per tornare alla unificazione delle magistrature; in Portogallo il procuratore generale è
indicato dalla politica; negli USA i procuratori sono eletti direttamente dal popolo e è sufficiente vedere quello che sta facendo Trump per capire quanto la politica sia invasiva.
Peculiarità della nostra democrazia e della nostra storia: 25 magistrati uccisi da criminalità organizzata e terrorismo.
Non è scritto in questa riforma che il Pm finisce sotto l’esecutivo.
Per come è scritta la riforma, è una conseguenza inevitabile a cui si arriverà peraltro con le successive leggi ordinarie che daranno attuazione alla riforma. E così è peraltro in tutte le democrazie in cui c’è la separazione e che vengono citate dalla destra ad esempio.
Vicenda Palamara e sorteggio come strumento contro le correnti La vicenda è emersa grazie una indagine della magistratura. Palamara è stato radiato dalla magistratura con decisione assunta dal CSM che ha anche dato pesanti sanzioni disciplinari ad altri magistrati coinvolti.
Rischiamo di avere più Palamara nel CSM perché si incoraggeranno rapporti personali e nuove aggregazioni opache, peraltro di persone che non risponderanno a nessuno.

